"Il grande pianista Bela Bartok ha definito il pianoforte la prima macchina musicale."
La nuova ed eloquente opera di Robert Dreyfuss si sviluppa in ben 14 brani, tutti elettronici e dal sapore caldo e analogico. Accattivanti melodie articolano gli arpeggi che modulano e fluttuano con le ritmiche, in un frequente scambio di ruoli ed armonie. L'epilogo di questo grande progetto nato con "Hydrogen114" conferma la matrice originale e contaminante dei grandi Maestri Jarre e Vangelis.
Robert Dreyfuss L'autore nasce in provincia di Mantova nel 1967 e già nell’infanzia dimostra una spiccata predisposizione per l’arte. Poesia, narrativa, musica e pittura lo vedranno maturare in un percorso in cui il suo estro si manifesterà in molteplici forme.
Inizia dapprima gli studi musicali che termina alle soglie della maturità, dove si indirizza alla sua grande passione: la musica strumentale. Dapprima con lo pseudonimo “Impressionist”, poi in coppia con il m°Giuseppe Sbernini nel gruppo “Segni Gemelli”, poi nuovamente solitario come “Robert Dreyfuss”, realizza la propria vena artistica in più di cento composizioni pubblicate dalle case discografiche Erga, Halidon, Vigiesse e Galileo Records.