di Gabriele Rapino, 17-02-2011
Cari amici iscritti,
in questo post vogliamo analizzare insieme a voi la situazione attuale delle vendite di musica, che avrete sicuramente già osservato visitando il link riportato da ieri nel vostro account.
Non si può non rimanerne delusi, ma questa purtroppo è la cruda realtà: ad oggi, l'artista indipendente medio non solo non riesce a vivere con le vendite online della sua musica, ma i ricavi spesso non gli permettono neanche di coprire le spese di produzione dell'album.
Perchè questo quadro così deprimente?
A nostro parere dipende da diversi fattori, uno dei quali è che il mercato globale della musica è iper-saturo.
Da una parte, grazie alla drastica riduzione dei costi di produzione di un album, e ai servizi di distribuzione aperti agli artisti indipendenti (come il nostro), oggi chiunque con 50 euro può vendere la sua musica su iTunes Store, accanto all'album di Madonna o dei Coldplay.
Per questo, la quantità di musica potenzialmente acquistabile è aumentata enormemente negli ultimi anni.
Dall'altra parte, sia a causa della pirateria, sia perchè con l'evoluzione di internet sta cambiando completamente il modo di fruire la musica, negli anni la quantità di persone disposte ad acquistarla sta diminuendo.
L'effetto è che, nel mercato globale, c'è più musica in vendita rispetto a quella di cui la gente ha effettivamente bisogno, e per questo vendere un album sta diventando per tutti sempre più difficile.
Le vendite online di musica digitale rappresentano una piccola parte di questo mercato, e sono in controtendenza rispetto al mercato globale (cioè, anno dopo anno, stanno aumentando): in Italia hanno generato, nel 2010, un ricavo complessivo di circa 12 milioni di euro (potete trovare tantissimi dati sul mercato della musica sul sito della FIMI).
La maggior parte di queste vendite è realizzata da relativamente pochi cantanti e band di spicco (per esempio: in Italia, nel 2010, i top-seller digitali sono stati Ligabue, Emma, Antonacci, Zucchero, i Negramaro...)
mentre la parte restante di queste vendite è divisa, in fettine piccolissime, tra decine di migliaia di artisti, tra cui noi.
Uno dei motivi per cui il mercato della musica è così disomogeneo è che i top-seller hanno alle spalle le major discografiche, che garantiscono loro una promozione sulle radio, sulle televisioni e sui giornali a cui un artista indipendente non potrà mai arrivare.
Un altro dei motivi è che i "prodotti" musicali indipendenti sono di qualità mediamente più bassa rispetto agli omologhi prodotti musicali mainstream.
Per prodotto intendiamo sia la musica in sè, sia tutti quegli "elementi di contorno" che contribuiscono a formare la presentazione complessiva della musica agli utenti: il packaging dell'album, l'immagine generale dell'artista, le foto, il logo, il sito web, la comunicazione, ecc.
Non è un caso che, per curare ciascuno di questi elementi, le major discografiche investono notevoli quantità di soldi e si garantiscono le migliori professionalità.
In generale, possiamo aspettarci che:
qualità della musica + qualità degli elementi di contorno + visibilità = vendite
La sfida che deve affrontare ciascun artista indipendente, quindi, è di riuscire, con scarse risorse economiche e spesso da solo, a competere contro decine di migliaia di altri artisti, molti dei quali molto ma molto più organizzati e "forti", per conquistare una piccola fetta di attenzione e disponibilità all'acquisto del pubblico.
Fino a qualche anno fa, pensare di potere competere da artista indipendente contro le major, e contro tutte le etichette indipendenti, era una idea semplicemente ridicola.
Per fortuna, negli ultimi anni il mercato online della musica si è democratizzato: soprattutto grazie a Google, Facebook e YouTube, oggi anche un artista indipendente ha la possibilità di competere sul mercato e guadagnarsi una fetta di vendite sempre maggiore.
Come? Secondo noi, la strategia più efficace è cercare di produrre musica veramente straordinaria.
Sembra una banalità, ma questo aspetto è spesso trascurato dagli artisti. Spesso diamo per scontato che le nostre creazioni siano straordinarie, quando invece sono semplicemente buone. Ma di buona musica in giro ce n'è a tonnellate, e gratis!
Musica straordinaria invece è qualcosa di diverso dalla buona musica: è musica di cui la gente ha veramente bisogno. Musica che se non ci fosse creerebbe un vuoto nella vita delle persone. Musica per cui la gente è disposta a pagare per averla, nonostante in giro possa ascoltare tantissima altra musica gratis.
Oggi una musica veramente straordinaria può riuscire ad ottenere una enorme visibilità anche senza investimenti economici alle spalle, anzi, in maniera assolutamente autonoma e gratuita: sono gli ascoltatori stessi a promuoverla.
Quando una musica riesce a superare quella soglia virtuale che separa la straordinarietà dall'ordinarietà, chi l'ascolta sente il bisogno irrefrenabile di farlo sapere a tutti: e oggi lo può veramente e facilmente fare sapere a tutti, grazie all'interconnessione globale generata da popolari social network come Facebook e YouTube.
E' solo questo meccanismo virale che può fornire alla musica indipendente una grande visibilità e un aumento notevole delle vendite. E il meccanismo virale si può innescare solo producendo musica straordinaria.
Che ne pensate? Come sempre non vediamo l'ora di conoscere la vostra opinone su questo articolo. Lasciate un commento qui sotto, oppure scriveteci a informazioni@incidi.net
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Un abbraccio e a presto,
Gabriele
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